Ti sarà capitato di sentirlo dire al bar o in ufficio, “quest’anno vado in pensione a 62”. Poi però, quando si passa dai racconti ai numeri, spunta la domanda che conta davvero: chi può farlo sul serio nel 2026, e soprattutto quanto ci si porta a casa ogni mese?
La via più concreta nel 2026: Quota 103 (ma con una condizione decisiva)
Nel 2026 l’uscita a 62 anni è possibile soprattutto con Quota 103, ma il punto chiave è questo: devi aver maturato i requisiti entro il 31 dicembre 2025.
I requisiti sono:
- 62 anni di età
- 41 anni di contributi
Se li hai centrati in tempo, entra in gioco la cosiddetta cristallizzazione del diritto: in pratica, il diritto “resta valido” e puoi presentare domanda anche nel 2026 (o negli anni successivi), pur se la misura non venisse rinnovata identica.
Quanto prende chi esce con Quota 103
L’assegno non è “uguale per tutti”. Dipende dalla tua storia lavorativa e dai versamenti, quindi dalla tua carriera e dalla retribuzione. Però c’è un dettaglio che cambia la percezione dell’importo: fino ai 67 anni scatta un tetto massimo pari a 5 volte il trattamento minimo, che oggi vale circa 2.993 euro lordi al mese.
Tradotto in modo semplice:
- se la tua pensione “teorica” sarebbe più alta, viene temporaneamente limitata fino ai 67 anni,
- a 67 anni, con la pensione di vecchiaia, il limite non si applica più.
Altre uscite “vicine” ai 62 anni: non per tutti, ma possibili
Quota 103 non è l’unica strada, anche se è quella più lineare quando si parla di 62 anni. Nel 2026 esistono canali che ci si avvicinano, con requisiti e importi molto diversi.
Opzione Donna: più flessibile, ma spesso più leggera nell’importo
Per alcune lavoratrici, Opzione Donna può portare all’uscita poco prima o poco dopo i 62, a seconda del profilo:
- dipendenti, quota 97,6 (circa 61 anni e 7 mesi + 35 anni di contributi)
- autonome, quota 98,6 (circa 62 anni e 7 mesi + 35 anni)
Il rovescio della medaglia è il calcolo contributivo, che spesso riduce l’assegno rispetto a formule miste. È una scelta che ha senso quando l’obiettivo è smettere prima e si accetta un importo più contenuto.
APE sociale e tutele per lavori gravosi o usuranti
Qui di solito l’età si alza un po’, ma resta un’opzione molto concreta per chi rientra nelle categorie previste:
- età intorno a 63 anni e 5 mesi
- contributi tra 30 e 36 anni (con possibili sconti per donne con figli)
L’APE sociale è un’indennità ponte, con un importo massimo legato a soglie normative (in molti casi fino a circa 3 volte l’assegno sociale), e accompagna fino alla pensione di vecchiaia.
E la pensione anticipata “classica”? Qui conta la contribuzione, non l’età
Se il tuo obiettivo è uscire prima possibile, la pensione anticipata ordinaria resta un pilastro, perché non richiede un’età minima:
- uomini: 42 anni e 10 mesi di contributi
- donne: 41 anni e 10 mesi di contributi
- con una finestra di decorrenza tipica di 3 mesi
In questo contesto si inserisce anche il cosiddetto Bonus Giorgetti, che riguarda chi, pur avendo maturato i requisiti, sceglie di restare al lavoro ottenendo un vantaggio in busta paga. Non è la scorciatoia per uscire a 62, ma incide sulla strategia personale tra “esco” e “rimango ancora un po’”.
Una mini mappa dei requisiti 2026 (per orientarsi al volo)
| Tipo | Età | Contributi | Nota rapida |
|---|---|---|---|
| Vecchiaia | 67 | 20 | soglie minime di importo in alcuni casi |
| Anticipata ordinaria | nessuna | 42a10m (uomini), 41a10m (donne) | finestra tipica 3 mesi |
| Quota 103 | 62 | 41 | valida nel 2026 se requisiti maturati entro 31/12/2025 |
| Vecchiaia contributiva | 64 | 20 effettivi | assegno sopra soglia prevista |
Come capire se “sei dentro” (senza impazzire)
Se vuoi una verifica pratica, fai questo:
- ricostruisci la tua anzianità assicurativa e i periodi scoperti,
- controlla la data esatta in cui raggiungi 41 anni,
- valuta l’effetto del tetto massimo se punti a Quota 103,
- confronta scenari e simulazioni sul portale INPS.
La risposta finale, quindi, è chiara: nel 2026 la pensione a 62 anni è davvero alla portata soprattutto di chi ha “bloccato” Quota 103 entro fine 2025, mentre le alternative esistono, ma spesso spostano l’età un po’ più avanti o chiedono compromessi sull’importo.




