Metti la carta stagnola sul termosifone: vi farà risparmiare molto

C’è un momento, d’inverno, in cui ti avvicini al termosifone e senti che “lavora”, ma la stanza sembra non decollare mai davvero. È lì che molti scoprono un trucco sorprendentemente semplice: mettere carta stagnola dietro ai termosifoni. Sembra una trovata da nonna, eppure ha una logica molto concreta, e può trasformare un po’ di calore “sprecato” in comfort percepibile.

Perché il calore si perde proprio dietro il termosifone

Quando un termosifone scalda, una parte dell’energia va a riscaldare l’aria, che sale e circola nella stanza. Ma un’altra parte, meno evidente, finisce dritta nella parete alle sue spalle, soprattutto se è fredda, esterna o vicino a una finestra.

Qui entra in gioco un concetto chiave: la radiazione termica. Il termosifone non scalda solo “soffiando” aria calda, emette anche calore che può essere assorbito da superfici vicine. E se quella superficie è un muro freddo, è come versare acqua calda in una tazza gelata, una parte del comfort se ne va lì.

Come funziona davvero la stagnola (senza magie)

L’alluminio della stagnola ha ottime capacità riflettenti. Messo tra termosifone e muro, funziona come uno “specchio” per una parte del calore irradiato, rimandandolo verso la stanza invece di lasciarlo assorbire dalla parete.

In pratica ottieni tre effetti, piccoli ma reali:

  • Riduci la dispersione verso il muro, quindi più calore resta “utile”.
  • La stanza può scaldarsi più in fretta, perché una quota maggiore di energia finisce dove ti serve.
  • Il riscaldamento tende a mantenere meglio la temperatura, quindi, a parità di comfort, puoi ridurre i tempi di accensione.

Non è un raddoppio miracoloso dell’efficienza, ma un miglioramento di qualche punto percentuale, che in bolletta può sentirsi, soprattutto su periodi lunghi e in case meno isolate.

Quanto si risparmia, realisticamente

Qui vale la regola dell’onestà: la stagnola non trasforma un impianto vecchio in uno nuovo. I benefici realistici sono contenuti, tipicamente qualche punto percentuale. Detto così sembra poco, ma su mesi di riscaldamento può voler dire una differenza concreta, specie se hai più termosifoni su pareti fredde.

Non a caso anche ENEA, nei consigli pratici per l’efficienza domestica, include accorgimenti di questo tipo: piccoli interventi, sommandosi, fanno una buona differenza.

Come applicarla, passo dopo passo (in modo pulito)

L’idea è semplice, ma farla bene aumenta l’effetto e evita pasticci. Ecco come fare:

  1. Misura l’area dietro il termosifone (altezza e larghezza, anche leggermente abbondanti).
  2. Taglia uno o più fogli di carta stagnola e posizionali sulla parete dietro al calorifero.
  3. Fissa i fogli con nastro adatto (meglio se removibile), evitando di coprire valvole o parti mobili.
  4. Lascia un minimo di ordine, niente pieghe eccessive, così la superficie riflettente lavora meglio.

Funziona in modo particolare quando i termosifoni sono sotto le finestre o vicino a balconi: sono i punti in cui la dispersione tende a farsi sentire di più, anche solo perché l’area circostante è più fredda.

Il livello successivo: stagnola + isolante (fino a circa 10%)

Se vuoi fare un salto di qualità, c’è un upgrade molto noto: aggiungere uno strato isolante tra muro e stagnola. In pratica:

  • metti un pannello sottile di polistirolo (o altro materiale isolante) dietro al termosifone,
  • poi applichi la stagnola come superficie riflettente.

Così non solo “rimandi indietro” una parte del calore, ma limiti anche il passaggio di energia verso la parete. In alcune situazioni si parla di incrementi di efficienza che possono arrivare intorno al 10%, soprattutto dove il muro è davvero freddo o poco isolato.

Piccoli dettagli che fanno la differenza

Già che ci sei, prova a fare attenzione anche a questi aspetti:

  • Non coprire il termosifone con tende lunghe, perché ostacolano la circolazione dell’aria calda.
  • Mantieni lo spazio libero davanti, così il calore si diffonde meglio.
  • Ricorda che tutto questo lavora insieme ai principi della conduzione, cioè a come il calore passa dai corpi caldi a quelli freddi.

Alla fine, il “trucco della stagnola” è proprio questo: un gesto semplice che ti fa sentire la casa più reattiva, più calda quando serve, e un po’ meno energivora. Non fa miracoli, ma quando lo provi, spesso ti chiedi perché non l’hai fatto prima.

Redazione Psicologia News

Redazione Psicologia News

Articoli: 155

Lascia una risposta

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *