C’è un momento, spesso silenzioso, in cui i reni iniziano a “fare fatica” senza farsi notare. Niente dolore, niente campanelli d’allarme evidenti. Eppure, nei referti di sangue e urine, i segnali possono già essere lì, piccoli ma chiarissimi, se sai dove guardare.
Il punto di partenza: la VFG (eGFR), il numero che racconta tutto
Quando si parla di insufficienza renale, la bussola più utile è la velocità di filtrazione glomerulare (VFG o eGFR), una stima di quanta “pulizia” riescono a fare i reni ogni minuto.
- Range considerato normale: circa 90-120 ml/min
- Valori più bassi: possono indicare danno renale o una riduzione della funzione filtrante (da interpretare sempre con il medico, perché età, sesso e massa muscolare contano molto)
Un dettaglio che sorprende molte persone: la VFG può scendere lentamente, e tu potresti sentirti ancora “come sempre”. Proprio per questo gli esami periodici diventano una sorta di torcia accesa nel buio.
Indicatori ematici: cosa cercare nel prelievo
Nel sangue, i reni lasciano tracce precise del loro lavoro quotidiano. Ecco gli indicatori più utili.
Creatinina sierica
È spesso il primo valore che si guarda, e non a caso. La creatinina sierica elevata può segnalare un problema acuto o cronico della filtrazione. In generale, valori fino a 1,2 mg/dl sono spesso considerati nel range, ma il significato cambia da persona a persona.
Cause frequenti di aumento possono includere riduzione del flusso sanguigno ai reni, infezioni, calcoli, o infiammazioni come alcune glomerulonefriti. Se vuoi capire di che sostanza si tratta davvero, basta conoscere la creatinina, perché il suo comportamento spiega molte cose del referto.
Azotemia (urea)
L’azotemia alta può comparire quando la filtrazione è ridotta o quando ci sono condizioni che “stressano” l’equilibrio dei liquidi e del circolo. Spesso il range indicativo è circa 7-30 mg/dl, ma anche qui conta il contesto (idratazione, dieta, cuore, vie urinarie).
Elettroliti e assetto acido-base
Quando la funzione renale peggiora, alcuni equilibri diventano più instabili:
- Potassio (range tipico 3,5-5,3 mmol/l): può salire o alterarsi, ed è un valore delicatissimo per il cuore
- Sodio: può variare in diverse condizioni
- Fosforo e calcio: tendono a scompensarsi nelle fasi più avanzate
- Bicarbonato: può diminuire, segnalando una tendenza all’acidosi
- Acido urico: può aumentare con il progredire del quadro
NGAL (nelle urine) come segnale precoce
Un indicatore spesso citato per la diagnosi precoce di insufficienza renale acuta è l’NGAL urinario, che può aumentare prima che creatinina e altri parametri si modifichino in modo evidente.
Indicatori urinari: l’esame “semplice” che dice molto
L’esame delle urine è uno di quei test che sembrano banali, finché non impari a leggerli davvero. Qui i reni mostrano segni di sofferenza, infiammazione o ostruzione.
Elementi importanti:
- Proteine o albumina (microalbuminuria): la presenza di albumina nelle urine è un segnale classico di danno del filtro renale
- Globuli rossi: possono indicare irritazione, calcoli o altre cause da valutare
- Globuli bianchi, nitriti, esterasi leucocitaria: orientano verso infezioni urinarie
- Batteri, cristalli, cilindri, cellule epiteliali: possono suggerire infezioni, calcolosi o un coinvolgimento renale più diretto
- Glucosio o chetoni: possono comparire in contesti metabolici specifici
- Sangue occulto: merita sempre un approfondimento
Come evolve: perché all’inizio non si sente (e poi sì)
Nelle fasi iniziali, l’insufficienza renale può essere asintomatica. Poi, col tempo, possono comparire segnali più “sistemici”:
- ipertensione
- anemia (per ridotta produzione di eritropoietina)
- alterazioni dell’equilibrio osseo-minerale (anche per ridotta attivazione della vitamina D)
- stanchezza, gonfiore, crampi, prurito, nausea (non specifici, ma da non ignorare)
Quando la VFG scende molto, fino a circa <10 ml/min, può diventare necessario parlare di dialisi o altre strategie di supporto, secondo valutazione nefrologica.
Una mini-checklist pratica: quando vale la pena farsi vedere subito
Prenota un confronto medico se:
- Noti un peggioramento rapido dei valori (creatinina o VFG) in pochi giorni o settimane.
- Hai potassio alto o sintomi come palpitazioni e debolezza marcata.
- Compaiono proteine nelle urine in modo persistente.
- Hai febbre, bruciore urinario, dolore lombare, o urina torbida, soprattutto se i valori renali cambiano.
- Sei in una fascia a rischio, come diabete, ipertensione, storia di calcoli o infezioni urinarie ricorrenti.
La cosa più importante, alla fine, è questa: riconoscere in tempo l’insufficienza renale non significa “indovinare” una diagnosi da soli, ma arrivare dal medico con i dati giusti e le domande giuste, prima che il silenzio dei reni diventi un problema difficile da recuperare.




