Ti è mai capitato di lavarti le mani e notare quel bordo giallastro che sembra “incollato” al lavandino, proprio dove l’acqua ristagna sempre? A me sì, e la cosa più fastidiosa è che spesso il lavandino sembra pulito, poi ti abbassi con la luce giusta e quel cerchio giallo di calcare è ancora lì, come una firma.
La buona notizia è che, nella maggior parte dei casi, non serve niente di complicato. Serve solo il mix giusto, un po’ di pazienza e soprattutto il tocco leggero, perché il lavandino del bagno non perdona le abrasioni.
Perché si forma quel cerchio giallo (e perché torna)
Quel segno nasce quasi sempre dall’unione di tre fattori:
- acqua dura (ricca di minerali)
- gocce che si asciugano sempre nello stesso punto
- residui di sapone, trucco o detergenti che “trattengono” il deposito
Il risultato è una corona di calcare che, col tempo, può ingiallire e diventare più tenace. Se poi non asciughi dopo l’uso, il film si riforma in fretta, anche dopo una pulizia perfetta.
Il metodo che funziona davvero: la pasta effervescente
Questo è il mio preferito quando voglio un risultato evidente senza impazzire. L’effetto “bollicine” aiuta a sollevare la patina e a staccarla dal bordo.
Cosa ti serve
- aceto bianco puro
- succo di limone (mezzo limone basta)
- bicarbonato
- spugna morbida o spazzolino a setole delicate
- panno in microfibra
Passaggi (semplici, ma con i tempi giusti)
- Versa aceto bianco direttamente sul cerchio giallo, senza diluirlo.
- Aggiungi il succo di limone sopra l’aceto (lo “sveglia” e aiuta sui toni gialli).
- Spolvera il bicarbonato finché si forma una pasta effervescente. Deve frizzare e rimanere aderente al bordo.
- Lascia agire 10-15 minuti. Se l’incrostazione è vecchia, copri il bordo con carta assorbente imbevuta di aceto e lascia anche tutta la notte.
- Strofina solo il bordo, con movimenti delicati. Lo spazzolino è perfetto per seguire la curva senza graffiare.
- Risciacqua con acqua tiepida e asciuga subito con microfibra.
Risultato atteso: spesso il giallo si attenua già al primo giro e sparisce al secondo. Se resta un’ombra, di solito è solo un deposito più stratificato, non un fallimento del metodo.
Alternative più delicate (quando vuoi andare piano)
A volte, soprattutto con lavandini lucidi o finiture che vuoi trattare con rispetto, conviene scegliere strade meno acide.
Sapone di Marsiglia
- Inumidisci il cerchio, passa il sapone direttamente sulla zona.
- Lascia agire 1-2 ore (anche di più se puoi).
- Strofina con spugna non abrasiva, risciacqua e asciuga.
È una pulizia “morbida”, ottima come mantenimento o quando il cerchio è leggero.
Pasta di bicarbonato e acqua
- Mescola bicarbonato con poca acqua fino a ottenere una crema densa.
- Applica sul bordo e aspetta 20 minuti (o più, nei casi ostinati).
- Strofina con spazzolino morbido, risciacqua e asciuga.
Se hai una ceramica robusta, puoi aggiungere un pizzico di sale, ma evita su superfici delicate o trattate.
Due trucchi extra per non farlo tornare
- Dopo aver pulito, passa sempre un panno: l’asciugatura immediata è il vero anti calcare.
- Una o due volte a settimana, fai una spruzzata leggera di acqua e aceto (1:1), aspetta pochi minuti, risciacqua e asciuga. È una piccola abitudine che vale più di mille “pulizie d’emergenza”.
Precauzioni che fanno la differenza
- Niente pagliette aggressive o polveri troppo abrasive: il graffio trattiene ancora più calcare.
- Testa sempre in un angolo se il lavandino ha finiture particolari.
- Concentrati sul bordo: è lì che si accumula il deposito e lì che serve precisione.
Alla fine, il segreto è questo: reazione effervescente, tempo di posa, strofinamento gentile e asciugatura. Sembra quasi banale, ma è proprio questa combinazione a far sparire quel cerchio giallo che ti fissava ogni mattina.




