Quel momento in cui assaggi il sugo, ti aspetti una cucchiaiata rotonda e avvolgente e invece, zac, ti pizzica la lingua con un’acidità un po’ troppo aggressiva. A me è capitato mille volte, soprattutto quando i pomodori erano poco maturi o quando la passata aveva quella nota “verde” che non perdona. La buona notizia è che c’è davvero un modo infallibile per renderlo più dolce, ma non è solo una questione di “butta dentro zucchero e via”.
Perché il sugo viene acido (e perché non è sempre un problema)
L’acidità nel pomodoro è naturale: è una componente che dà slancio, fa “brillare” il sapore e impedisce alla salsa di diventare pesante. Il guaio nasce quando è sbilanciata, cioè quando l’acido prende il volante e gli altri sapori restano sul sedile posteriore.
Succede spesso con:
- pomodori poco maturi o raccolti fuori stagione
- passate molto “magre”, con poca parte zuccherina
- cotture troppo brevi, che non permettono agli aromi di armonizzarsi
- soffritti poco sviluppati, che non danno base dolce e rotonda
L’obiettivo, quindi, non è “eliminare” l’acidità, ma metterla in equilibrio.
Il segreto: lo zucchero funziona, ma non come pensi
Sì, aggiungere zucchero è efficace. Però la parte interessante è questa: lo zucchero non “cura” l’acidità come se fosse un farmaco. Non è che il sugo diventa chimicamente meno acido. In pratica, lo zucchero non alza il pH della salsa, quindi l’acidità c’è ancora.
Quello che cambia è la percezione: dolce e acido si annullano parzialmente a livello di gusto, come due voci che si sovrappongono e smettono di strillare. E non finisce qui. Un tocco di zucchero fa anche un’altra magia, spesso sottovalutata: esalta gli aromi fruttati e maturi del pomodoro. Risultato? Il sugo ti sembra più “pomodoroso”, più pieno, e molto meno dominato da note acerbe.
Quanto zucchero mettere (senza rovinare tutto)
Qui serve mano leggera. Il trucco è procedere per micro-dosi.
- Inizia con mezzo cucchiaino per una pentola da circa 4 porzioni (o 500-700 g di passata).
- Mescola, aspetta 1-2 minuti e assaggia.
- Se serve, aggiungi ancora, ma sempre poco per volta.
L’obiettivo non è farlo diventare dolce, ma renderlo rotondo.
L’alternativa: bicarbonato, efficace ma delicato
Se vuoi invece ridurre davvero l’acidità, esiste un’altra strada: il bicarbonato. Qui si entra nel campo della chimica, perché il bicarbonato neutralizza gli acidi e quindi alza il pH. È un approccio diverso rispetto allo zucchero, più “interventista”.
Come usarlo senza disastri:
- aggiungi una puntina minuscola (letteralmente sulla punta di un cucchiaino)
- fallo sciogliere e aspetta la reazione (può fare un po’ di schiuma)
- assaggia subito
Attenzione, perché troppo bicarbonato può dare un retrogusto saponoso e spegnere quella vivacità che rende il sugo interessante. Se vuoi capire meglio cosa significa pH, la chiave è proprio l’pH.
Il punto centrale: dolcezza e acidità devono “tenersi per mano”
Un sugo con poca acidità e molti zuccheri può diventare piatto. Uno con pochi zuccheri e tanta acidità risulta aspro. La sensazione di “buon sugo” nasce dall’equilibrio, come in una canzone: serve il ritmo, ma anche la melodia.
Ecco una guida veloce per scegliere la soluzione giusta:
| Obiettivo | Cosa fare | Perché funziona |
|---|---|---|
| Vuoi mascherare l’acidità senza cambiare la salsa | Zucchero (poco, graduale) | Equilibra la percezione e amplifica note mature |
| Vuoi ridurre davvero l’acidità | Bicarbonato (puntina) | Neutralizza gli acidi e alza il pH |
| Vuoi più rotondità senza dolcificare | Cottura più lunga, soffritto curato | Sviluppa aromi dolci naturali |
La mia regola pratica per un sugo sempre “giusto”
Se il sugo è acido, io parto quasi sempre dallo zucchero, perché mantiene la complessità e non “snatura” la salsa. Solo se l’acidità è davvero eccessiva, quella che ti fa stringere la bocca, allora valuto una puntina di bicarbonato.
In fondo, il segreto infallibile è questo: non combattere l’acidità a pugni, guidala. Un gesto piccolo, fatto con criterio, trasforma un sugo spigoloso in una salsa che ti viene voglia di raccogliere col pane, anche quando pensavi fosse irrecuperabile.




