C’è un oggetto che di solito non notiamo finché non finisce. Eppure, proprio lui sta vivendo una piccola rivoluzione domestica, silenziosa ma potentissima. Negli ultimi mesi mi sono ritrovato a parlarne più volte, tra scaffali mezzi vuoti, promozioni “strane” e amici che giurano di aver cambiato vita con un accessorio insospettabile.
Cosa sta succedendo davvero: la carta non sparisce, cambia ruolo
La “rivoluzione” non significa addio ai rotoli. Significa che la carta igienica sta smettendo di essere l’unica protagonista del bagno. Il cuore del cambiamento sono i bidet elettronici, che stanno entrando nelle case con una velocità sorprendente: le vendite sono schizzate fino a +340%. Risultato? Nei supermercati il settore carta igienica, pur vendendo ancora tantissimo, vede scendere il valore complessivo, da circa 1,46 a 1,39 miliardi di euro annui.
È un po’ come quando lo streaming non ha eliminato la TV, ma ha cambiato le abitudini. Qui succede la stessa cosa: la carta resta, solo che viene usata in modo diverso e spesso molto meno.
Perché i bidet elettronici stanno conquistando tutti
La prima domanda è semplice: perché ora? La risposta sta in tre parole chiave, comodità, risparmio, igiene.
1) Esperienza d’uso, più semplice di quanto immagini
Molti modelli si installano senza interventi invasivi, spesso come sedile sostitutivo o accessorio compatibile. La promessa è chiara: passare da “consumare carta” a gestire un sistema personalizzabile, con getto regolabile, temperatura, asciugatura. Sembra un dettaglio, finché non lo provi. Poi capisci perché qualcuno lo descrive come “liberatorio”.
2) Risparmio economico, che si vede nel carrello
Meno carta significa meno confezioni, meno scorte, meno acquisti d’emergenza. Non è magia, è matematica. E quando l’uso quotidiano cambia, anche un prodotto “piccolo” incide sul bilancio familiare.
3) Igiene e routine più ordinata
Senza entrare in tecnicismi, l’idea è passare da un gesto ripetitivo a una pulizia più completa e costante. Non a caso la conversazione ruota sempre attorno a un concetto: abitudini. E le abitudini, quando migliorano, diventano contagiose.
Supermercati “impazziti”: volumi su, valore giù
Qui arriva il paradosso che confonde molti. I volumi di carta igienica sono persino in lieve crescita (circa +2,1%), ma il valore scende per effetto di deflazione e cambiamenti nel mix: più promozioni, più formati grandi, più alternative.
E infatti:
- i rotoloni crescono (circa +0,5% in confezioni),
- la carta “normale” cala (circa -3,9%),
- alcune categorie mostrano un valore in flessione anche quando i pezzi venduti tengono.
Traduzione pratica: si compra in modo diverso, spesso puntando a formati più lunghi e “furbi”, oppure riducendo il consumo grazie ai dispositivi.
L’ecosistema green: bambù, riciclata, idrosolubile
Quando il bagno diventa un terreno di innovazione, spuntano alternative che fino a poco fa sembravano di nicchia.
- Carta in bambù: spesso proposta come 100% biodegradabile e priva di cloro, piace a chi vuole ridurre l’impatto senza cambiare gesto.
- Carta idrosolubile: utile in contesti delicati (per esempio con fosse settiche) perché aiuta a prevenire intasamenti.
- Carta riciclata o certificata: qui entra in gioco la cellulosa, con filiere che promettono minor pressione sulle risorse, spesso con certificazioni ambientali e test dermatologici.
E poi ci sono i grandi classici evoluti: rotoli jumbo e rotoloni più lunghi, che occupano meno spazio e riducono la frequenza degli acquisti.
Cosa conviene fare a casa: 5 mosse pratiche
- Se sei curioso, prova un bidet portatile prima di passare a un modello elettronico fisso.
- Valuta il consumo reale di carta in famiglia, spesso sovrastimato, e fai un test di 30 giorni.
- Se hai impianti delicati, considera idrosolubile o formati pensati per ridurre il rischio di intasamenti.
- Scegli rotoloni certificati: meno cambi, meno sprechi, più ordine nello stoccaggio.
- Alterna: bidet elettronico per ridurre la carta, carta migliore per quando serve davvero.
La conclusione che risolve il mistero
La novità non è un nuovo rotolo “miracoloso”. È il cambio di paradigma: il bagno diventa un piccolo sistema, dove la carta igienica non scompare, ma smette di essere l’unica soluzione. E i supermercati, di fronte a consumi che si spostano e a un valore che scende, stanno semplicemente inseguendo un’abitudine che si sta riscrivendo, una casa alla volta.




